All’interno della Rete di coprogettazione Filò cura l’organizzazione e realizzazione di alcuni di percorsi laboratoriali di dialogo filosofico gratuiti per le scuole aderenti finalizzati
a promuovere nelle giovani generazioni l’educazione alla parità, al rispetto, alla prevenzione e al contrasto agli stereotipi, alla violenza di genere e alle discriminazioni.
S.E.M.I. – Sentire, Esprimere, Mediare, Immaginare nasce per offrire alle classi della scuola primaria un’occasione di ricerca condivisa, in cui bambine e bambini possano esplorare grandi domande, dialogare tra loro e allenare uno sguardo curioso, rispettoso e aperto sulla realtà.
Attraverso la pratica del dialogo filosofico, il progetto valorizza l’ascolto reciproco, la riflessione collettiva e la partecipazione attiva, creando un contesto in cui ogni voce possa trovare spazio. I laboratori invitano a osservare le proprie esperienze, a riconoscere il valore delle differenze, a sviluppare empatia e a costruire insieme significati, in un clima di fiducia e collaborazione.
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In dialogo affronteremo domande importanti e temi centrali per un’educazione alla parità, come:
NB) Ogni percorso sarà co-progettati con le/i docenti a partire dai bisogni della classe e insieme a bambini/e sulla base delle loro esigenze, interessi e curiosità
La metodologia impiegata è quella della comunità di ricerca che affonda le proprie radici nella Philosophy for Children. La comunità di ricerca è da
intendersi come uno spazio all’interno del quale imparare a pensare collettivamente, ascoltando e
rispettando le idee altrui per co-costruirne di nuove insieme.
I percorsi curati e condotti da esperte di Filò sono composti 5 incontri di 1,5 h ciascuno.
Nei percorsi laboratoriali affronteremo temi come il consenso, il rispetto, gli stereotipi di genere, la consapevolezza di sé e le dinamiche relazionali all’interno del gruppo classe.
Con il metodo del dialogo filosofico e un approccio laboratoriale al pensiero, ogni incontro diventa spazio condiviso di riflessione, in cui sviluppare capacità di analisi critica, ascolto attivo e confronto autentico.
Il percorso prevede la coprogettazione di 4 incontri della durata di 2 h ciascuno, composti da due incontri curati da Casa delle Donne e 2 incontri curati da Filò. Il filo del pensiero.
I laboratori sono finanziati dal Comune di Bologna e, quindi, a titolo gratuito per le scuole.
Per info:
Ilda Mauri
3453514550
ildamauri.filo@gmail.com
Nell’anno scolastico 2025/2026 sono stati realizzati cinque percorsi di dialogo filosofico rivolti ad altrettante classi della scuola primaria del territorio bolognese.
Il percorso ha coinvolto complessivamente 5 classi in 5 incontri laboratoriali progettati ad hoc per ciascun gruppo delle scuole primarie: Monterumici, Don Milani, Fortuzzi e Carducci (IC20 Bologna).
Le attività hanno proposto a bambine e bambini uno spazio di ascolto, confronto e ricerca condivisa sui temi dell’identità, delle emozioni, delle relazioni, degli stereotipi di genere, della libertà, del consenso e del rispetto dei confini personali. La metodologia del dialogo filosofico è stata integrata con letture, immagini, giochi simbolici, attività corporee e produzioni creative, adattate alle caratteristiche dei diversi gruppi.
Il lavoro è partito dall’identità personale, dal riconoscimento delle emozioni e dalla possibilità di nominarle e “pensarle”, imparando al tempo stesso a riconoscerle negli altri come parte fondamentale della relazione. Attraverso attività narrative e creative, bimbe e bimbi sono stati invitati a osservare ciò che sentono, a dare valore alle differenze e a sviluppare empatia e ascolto.
Successivamente, il percorso ha introdotto il tema della relazione attraverso una potente metafora: quella della casa. Immaginarsi come case ha permesso di riflettere su chi si invita a entrare, in che modo e con quali regole, aprendo uno spazio di dialogo sui confini personali, sul diritto di dire sì e di dire no, e sull’importanza di rispettare le scelte proprie e altrui.
Il laboratorio ha poi affrontato il tema degli stereotipi di genere, partendo da esperienze quotidiane vicine al mondo dell’infanzia: i giochi, i mestieri, i colori. Attraverso l’analisi linguistica delle pubblicità di giocattoli, il confronto e la decostruzione di idee date per scontate, bimbe e bimbi hanno potuto riflettere su come questi stereotipi influenzino le aspettative, limitino le possibilità e riducano la libertà di esprimersi e di scegliere.
Alcuni percorsi hanno infine lavorato sul consenso e sui confini corporei attraverso esercizi di movimento, confronto e immedesimazione.
Nel complesso, i percorsi hanno favorito lo sviluppo di competenze relazionali e di pensiero critico, offrendo alle bambine e ai bambini strumenti per riconoscere emozioni, esprimere bisogni, ascoltare punti di vista differenti e costruire relazioni più rispettose e consapevoli.
Nell’anno scolastico 2025/2026 ha aderito al percorso una classe della Scuola Senza Zaino di Calderino.
I primi due incontri sono stati condotti dalle esperte di Casa delle Donne, che hanno accompagnato bambine e bambini in una fase introduttiva sui temi degli stereotipi di genere, del consenso e delle dinamiche relazionali quotidiane, offrendo strumenti per riconoscere ruoli, aspettative e modalità di relazione basate sul rispetto e sull’autodeterminazione.
Gli incontri successivi, curati dall’associazione Filò – Il filo del pensiero ETS-APS, hanno approfondito questi temi attraverso il dialogo filosofico, storie, giochi simbolici e attività esperienziali, creando uno spazio di ascolto e confronto in cui bambine e bambini hanno potuto riflettere sulle proprie esperienze e sul modo in cui le loro azioni influenzano gli altri.
Tra le attività proposte, la storia dei porcospini di Schopenhauer ha offerto uno spunto per parlare della giusta distanza nelle relazioni: le “spine” sono diventate una metafora delle parole e dei comportamenti che possono ferire, mentre il “calore” ha rappresentato il bisogno di amicizia, vicinanza e accoglienza. A partire da questa immagine, il gruppo ha ragionato sull’importanza di trovare un equilibrio tra il desiderio di stare insieme e il rispetto dello spazio degli altri.
Un’altra attività significativa è stata la costruzione del “Patto delle libertà e dei limiti”, un piccolo manifesto collettivo nato dalle riflessioni della classe su ciò che ogni persona desidera poter fare liberamente e sui confini che è importante rispettare per stare bene insieme.
Il percorso ha permesso alle bambine e ai bambini di sviluppare strumenti per riconoscere emozioni, bisogni e differenze, imparando che vivere insieme significa prendersi cura dello spazio comune. Attraverso il dialogo e la partecipazione, la classe ha costruito un linguaggio condiviso fatto di rispetto, ascolto e attenzione verso gli altri.


















S.E.M.I. è l’esito di una co-progettazione tra Associazione MondoDonna Onlus, Funamboli APS, Labù APS, Casa delle
Donne per non subire violenza APS e Filò. Il filo del pensiero, co-finanziato dall’Unione Europea all’interno del PN metro plus e città medie sud 2021-2027, Priorità 4 – Servizi per l’inclusione e l’innovazione sociale, Azione 4.4.11 – Rafforzamento della rete dei servizi del territorio, Progetto BO4.4.11.1.d – Azioni integrate per l’infanzia e l’adolescenza. CUP F39B23000140006.